




Di fronte ad un film di questo genere si può dire solo una parola: Basta! Dopo il terzo episodio di Saw ed il secondo di Hostel, non se ne poteva più di un nuovo film incentrato sulle torture. Per giunta torture gratuite nella prima parte del film. La ragazza viene rapita, portata in una sottospecie di laboratorio e lì pseudo torturata. Ma non si capisce nulla ed ormai l’assurdità di quella situazione o quantomeno la rarità nel nostro quotidiano non spaventa più. Al massimo ci si contorce quando acido cadente da una doccia scioglie il volto di una persona o si innescano sensazioni di vomito quando il personaggio è costretto a bere un frullato di occhi e budella tramite un imbuto ficcato in gola (effetti, c’è da dire, ricreati discretamente, quindi elogio ai creatori). Dal momento in cui la nostra attualità non contiene notizie di ragazze scomparse e torturate, un ennesimo film sull’argomento non riesce nel suo intento. Senza un fatto reale che giustifichi l’assurdità, difficilmente un film risulta in grado di incutere paura poiché usciti dal cinema non continua quel legame “adesso potrebbe succedere anche a me” nella realtà.
Nella seconda parte del film si risolve in fretta e furia una storia che può essere comprensibile, o meglio, interpretabile ma sicuramente mal sviluppata! Forse bisognava dare più peso agli album di foto, al rapporto tra i due fratelli e a quel filmato dell’uccisione della madre (tra l’altro, errore, dal momento che non si capiva chi potesse aver girato quel video con una tale fermezza e cambiando pure inquadrature, facendo primi piani, senza battere ciglio… davvero un mistero).
Così facendo si va a creare un pot pourri di situazioni che sono difficilmente collegabili e per giunta non permettono allo spettatore di essere sufficientemente coinvolto nella storia ma soltanto nelle singole situazioni che però nell’insieme risultano deludenti.
Detto questo, non è che un film tra i tanti, pensato, ideato, scritto, girato, prodotto, pagato… beh c’è da dire, un altro traguardo no? Intanto qualcosa di oscuro si aggira nell’aria, è la nuvola di banalità e vanità che ultimamente aleggia sopra al cinema e con cinema intendo sia chi lo fa che chi lo guarda.
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