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THE SIMPSONS
E l'Italia si distingue, non solo dall'Europa

Dopo essere uscito praticamente in tutto il mondo, uno tra i film più attesi dell'anno sta per arrivare anche in Italia. Dopo di noi mancherà solo il Giappone.

Date di rilascio ufficiali:
USA - 21 July 2007 (Springfield, Vermont) (premiere)
Belgium, Egypt, France, Indonesia, Philippines: 25 July 2007
Argentina, Australia, Chile, Croatia, Germany, Ireland, Israel, Malaysia, New Zealand, Portugal, Serbia, Singapore, Slovakia, Slovenia, UK: 26 July 2007
Austria, Canada, Colombia, Estonia, Finland, Iceland, Iceland, Latvia, Mexico, Norway, Panama, Spain, Sweden, Turkey, USA, Venezuela: 27 July 2007
Denmark, Poland: 3 August 2007
Hong Kong, Hungary, South Korea: 9 August 2007
Netherlands, Russia: 16 August 2007
Brazil: 17 August 2007
Greece: 30 August 2007
Italy: 14 September 2007
Japan: 1 March 2008

Quali possono essere le motivazioni di questo ritardo? Un ritardo che per giunta non è solo relativo a The Simpsons ma a circa il 70% dei film che ogni anno escono con almeno un mese di differenza rispetto a tutta Europa. Parecchi riversano le responsabilità sui poveri doppiatori, portando come argomentazione la loro bravura rispetto a tutto il mondo che richiede sicuramente parecchio tempo di preparazione. D'accordo, potrebbe essere; ma se invece fosse un altro effetto della burocrazia che ormai assilla il nostro paese in quasi tutti gli aspetti del quotidiano? L'ipotesi non è da scartare. In fondo tutti sappiamo che ogni film prima di essere doppiato deve essere tradotto, apporvato dalla censura e poi passare attraverso gli svariati controlli, permessi etc... quindi considerando la tempistica... Sì, anche questa potrebbe essere un'interessante ipotesi.
Infine, nessuno ha mai pensato a quella predisposizione propria dell’uomo che lo porta a desiderare sempre di più qualcosa quanto più questa si fa desiderare? In sostanza, sto dicendo che a mio parere questo ritardo non è che un’arguta trovata pubblicitaria. Si fa crescere talmente tanto l’attesa nello spettatore che quando arriverà la data fatidica ognuno sarà facilmente soggiogabile. Infondo non si tratta di un prodotto nuovo, una new entry. Si tratta dei Simpsons. Un prodotto solido, ben lanciato sul mercato. Il film è un richiamo a cui nessuno può resistere, dal fan sfegatato al semplice e curioso spettatore; stuzzicarli, giocare con le loro debolezze è il metodo migliore per conquistarli, per indurli al proprio intento.

E così sarà. Il 14 settembre i cinema saranno pieni di bicchieri e scatole di popcorn rappresentanti il film e si distribuiranno cartoline di sconti, concorsi, si inseriranno i personaggi negli Happy Meal e così un’altra volta gli astuti pubblicitari stapperanno la bottiglia della vittoria.
mercoledì, 05 settembre 2007 - commenti


CAPTIVITY
E si parla ancora di torture


Di fronte ad un film di questo genere si può dire solo una parola: Basta! Dopo il terzo episodio di Saw ed il secondo di Hostel, non se ne poteva più di un nuovo film incentrato sulle torture. Per giunta torture gratuite nella prima parte del film. La ragazza viene rapita, portata in una sottospecie di laboratorio e lì pseudo torturata. Ma non si capisce nulla ed ormai l’assurdità di quella situazione o quantomeno la rarità nel nostro quotidiano non spaventa più. Al massimo ci si contorce quando acido cadente da una doccia scioglie il volto di una persona o si innescano sensazioni di vomito quando il personaggio è costretto a bere un frullato di occhi e budella tramite un imbuto ficcato in gola (effetti, c’è da dire, ricreati discretamente, quindi elogio ai creatori). Dal momento in cui la nostra attualità non contiene notizie di ragazze scomparse e torturate, un ennesimo film sull’argomento non riesce nel suo intento. Senza un fatto reale che giustifichi l’assurdità, difficilmente un film risulta in grado di incutere paura poiché usciti dal cinema non continua quel legame “adesso potrebbe succedere anche a me” nella realtà.

Nella seconda parte del film si risolve in fretta e furia una storia che può essere comprensibile, o meglio, interpretabile ma sicuramente mal sviluppata! Forse bisognava dare più peso agli album di foto, al rapporto tra i due fratelli e a quel filmato dell’uccisione della madre (tra l’altro, errore, dal momento che non si capiva chi potesse aver girato quel video con una tale fermezza e cambiando pure inquadrature, facendo primi piani, senza battere ciglio… davvero un mistero).

Così facendo si va a creare un pot pourri di situazioni che sono difficilmente collegabili e per giunta non permettono allo spettatore di essere sufficientemente coinvolto nella storia ma soltanto nelle singole situazioni che però nell’insieme risultano deludenti.

Detto questo, non è che un film tra i tanti, pensato, ideato, scritto, girato, prodotto, pagato… beh c’è da dire, un altro traguardo no? Intanto qualcosa di oscuro si aggira nell’aria, è la nuvola di banalità e vanità che ultimamente aleggia sopra al cinema e con cinema intendo sia chi lo fa che chi lo guarda.

 

INFORMAZIONI:

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martedì, 04 settembre 2007 - commenti